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Post-telegraf(on)ico...

Pubblicato da Claudio, Giovedì 31 luglio 2008

...solo per annunciarvi che, con ben 11 giorni di anticipo, oggi pomeriggio alle 15:47 è nata la piccola Gaia!

Pesa 3,540 kg., è alta 52 centimetri, sembra molto tranquilla ed è bellissima!

In stoica versione E.R. ho assistito al parto, e adesso sono papà! (lacrimuccia di commozione)

Ecco le prime immagini di pupa e puerpera!

La piccolina in tutto lo splendore del suo primo giorno:

Gaia(L'acconciatura è a cura del parrucchiere dei Sonorha)

Il trio dinamico:

Il dynamic trio

Catalogato in: Vita quotidiana

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Il riposo del guerriero

Pubblicato da Claudio, Lunedì 28 luglio 2008

Incrociando le dita, posso finalmente"archiviare" Arthur e lo Stregone Nero, il mio primo romanzo, come progetto terminato.

Con una fortuna che probabilmente non capita molto spesso agli altri autori, durante gli ultimi mesi ho avuto la possibilità di tenere sotto controllo e coordinare quasi tutti gli elementi di contorno che accompagnano il testo: illustrazione di copertina e rapporto con le illustratrici, aspetto fisico del libro, sito web del romanzo, promozione, e chi più ne ha più ne metta. Un lavoro estenuante, che ha comportato anche un breve viaggio a Roma, ma che ha decisamente premiato i miei sforzi: l'Editore ha infatti deciso di adottare la copertina da me ideata e la mappa che ho disegnato! Inoltre farà distribuire alle 70 librerie per ragazzi più importanti d'Italia, insieme alle bozze del romanzo da leggere in anteprima, il CD contenente il sito web in Flash di presentazione, la cui realizzazione mi ha tenuto costantemente impegnato negli ultimi due mesi (ho dovuto persino rispolverare la mia attrezzatura per comporre la musica di sottofondo) e che presto pubblicherò on-line.

Adesso si avvieranno i collaudati meccanismi editoriali (per fortuna indipendenti da me!) che termineranno, gli ultimi giorni di Agosto, con il manufatto finale, l'oggetto che incarna il sogno al quale ho consacrato gli ultimi due anni di lavoro e che tutti voi potrete trovare nelle librerie il 3 Settembre prossimo venturo. So per certo che il prezzo non è più quello di euro 11,90 che era stato annunciato anche sull'articolo di Fantasy Magazine, ma dovrebbe aggirarsi attorno ai 15 euro; un aumento dovuto alla decisione dell'Editore di pubblicarlo in una veste tipografica più ricca rispetto alla prevista brossura, e cioè rilegato con sovraccoperta e titolo dorato in rilievo, con tanto di mappa a colori nei risguardi di copertina. Una variazione che da una parte mi fa piacere, dal momento che una veste più pregiata aggiunge valore al libro, ma che spero non faccia desistere dall'acquisto troppi potenziali lettori.

Oggi pomeriggio è anche terminata la correzione delle bozze, effettuata in due sedute telefoniche da quasi un'ora (ho l'orecchio in fiamme!) con il bravo direttore editoriale Alfredo Lavarini.

Come del resto mi aspettavo, dopo l'immane lavoro di revisione che ho compiuto dallo scorso Novembre in poi (culminato nel taglio di oltre 150 pagine e una decisa virata nello stile) non è stato necessario correggere quasi nulla da parte della redazione, se non riportare il testo nei canoni delle regole tipografiche adottate da Fanucci (i pensieri non in corsivo, gli spazi extra prima e dopo i caporali, il punto fermo dentro e non fuori gli stessi caporali). La maggior parte delle modifiche (qualche parola cambiata qua e là per evitare ripetizioni, un paio di descrizioni aggiunte dove avevo tagliato con mano troppo pesante) le ho volute apportare io; l'editore ha solo chiesto di ripristinare una delle due "spiegazioni" finali che erano nella prima versione e che avevo eliminato con l'idea di reintrodurle nel secondo volume.

Adesso, nell'attesa della nascita di Gaia - prevista per l'11 Agosto - posso tornare a dedicarmi a una serie di attività piacevoli e rilassanti che avevo quasi dimenticato, non ultimo il completamento di Lost Odissey, che mi aspetta da svariati mesi dentro quel monolite sempre spento che risponde al nome di Xbox 360 :)

Catalogato in: Scrittura,Vita quotidiana

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Chiara Strazzulla - Gli Eroi del Crepuscolo

Pubblicato da Claudio, Venerdì 11 luglio 2008

Ho finalmente terminato di leggere il secondo romanzo che potrei ascrivere al cosiddetto "Fantasy Baby Boom" (il primo essendo stato Bryan di Boscoquieto di Federico Ghirardi), sforzandomi questa volta di resistere fino alla fine perché, sebbene avessi delle notevoli riserve su questa serie di uscite ravvicinate di autori giovanissimi, non amo dare giudizi basati sulle impressioni o sui preconcetti.

Che dire quindi di questo romanzo, costatomi la spaventosa cifra di 20 euro? Innanzitutto non si può prescidere dall'età straordinaria dell'autrice, che si merita tutti i complimenti di questo mondo per aver scritto un romanzo di quasi 800 pagine, anche con una discreta proprietà di linguaggio, a un'età in cui i suoi coetanei si cimentano con SMS, temi scolastici o, tutt'al più, racconti brevi.

Queste 800 pagine, però, sono fitte di tali e tante ingenuità ed errori di tutti i generi da farmi arrivare a dubitare della professionalità dell'editor che lo ha curato e che ha dato l'assenso alla pubblicazione, e finanche della serietà della storica casa editrice che lo ha pubblicato (con contorno di grande battage pubblicitario).

Di recente, in giro sul web sono nate discussioni (anche molto accese) su dettagli tutto sommato trascurabili del romanzo; piccole contraddizioni e incongruenze che, seppur fastidiose, non sono secondo me il punto focale della questione.

Il problema qui è infatti a livelli ben più grandi, direi macroscopici
Il problema qui è infatti a livelli ben più grandi, direi macroscopici: c'è una struttura di fondo che non regge per nulla, premesse affatto credibili, idee programmatiche che enunciate sembrano valide e "suonano bene" (il mondo salvato dai reietti, dai diversi) ma sono gestite in modo del tutto arbitrario, un "focus" sui personaggi ondivago e approssimativo.

Mi spiego meglio, citando alcune scene.

All'inizio, nella città di Dardamen, quelli che poi saranno i protagonisti della storia (giovani Eterni figli di consiglieri reali, di prodi generali, etc.) sono mostrati mentre spiano dalle finestre della reggia un importante consiglio tenuto dai loro genitori, e incentrato, pare, su una grave e importantissima novità che fa "sbiancare il Re" quando gli viene riferita. Scoperti, vengono sottoposti a una dura ramanzina di tre pagine su quanto origliare e spiare sia indegno del loro rango, etc.; poi la tensione si smorza, sulle labbra di chi li sta rimproverando (il Re, il generale, etc.) affiora un sorriso e i tre vengono lasciati andare con solo un bonario rimbrotto.

Ehm... la principessa è stata rapita
Mentre escono, l'ultimo della fila si volta e chiede quale mai fosse la notizia che ha fatto sbiancare il Re. I consiglieri si guardano smarriti e uno dice: "Ecco... la Principessa... ehm... è stata rapita".

Lascio giudicare a voi la credibilità di una scena simile.

Ordunque: chi può salvare la principessa, rapita dal Signore delle Tenebre (sic)? Secondo l'autrice, solo il gruppo di ragazzi di cui sopra, composto appunto dai figli dei più grandi eroi e signori degli Eterni, appena usciti dal Collegio e senza nessuna esperienza pratica. Durante una delle lunghe e noiose introspezioni (guarnite da un'incredibile quantità di domande retoriche), il protagonista Lyannen decide che la loro si chiamerà la "Compagnia dei Rinnegati", e a questo punto mi piacerebbe capire perché.

La Compagnia dei Rinnegati: ma perché?
Tra di loro infatti l'unico "rinnegato" potrebbe essere proprio Lyannen che, mezzomortale (però ugualmente immortale e amato dalla Principessa rapita), invece di essere alto due metri e mezzo come gli altri è alto solo due metri e ha i capelli neri invece che biondo oro. Queste sue caratteristiche lo hanno sempre fatto guardare con sospetto dagli altri Eterni, tanto da farlo sentire diverso, escluso.

E io dovrei simpatizzare per le sorti di un popolo che giudica i suoi figli con un'ottica paurosamente simile a quella nazista... ma tant'è.

Un viaggio totalmente inutile
La cosa però davvero incredibile è che intorno a pagina 570, il viaggio compiuto da questa autoproclamatasi Compagnia dei Rinnegati si svela del tutto inutile, perché i giovani Eterni finiscono nella fortezza di Syrkun dove ritrovano i battaglioni d'elite partiti, dopo di loro, dalla stessa città di Dardamen. Quindi, se invece di avventurarsi tra i boschi in mezzo a mille pericoli fossero partiti insieme all'Alavento e al padre di Lyannen, il famoso Generale, sarebbero arrivati nello stesso posto in pochi giorni di marcia e con forze di supporto ben più significative. Incredibile come non ci sia una-motivazione-che-sia-una per questa decisione.

Tutti i punti deboli minuto per minuto
Sono moltissimi altri i punti deboli di questo libro: le descrizioni minuziose (da tre quarti di pagina in su) e particolareggiate di ogni singolo personaggio fino ai più insignificanti monili di cui è adornato; i vezzi e le frivolezze di personaggi che dovrebbero essere prodi e saggi guerrieri millenari e che si divertono a "scoppiare le bolle" (sic!) in schiumosi bagni rilassanti nel bel mezzo di una disastrosa guerra che sta annientando il loro popolo; l'amuleto magico che, da perfetto deus ex machina, distrugge la Tenebra (la spiegazione del perché non sia mai stato usato per fermare la guerra, anche a costo di gravissime perdite, è di un'ingenuità disarmante); un provvidenziale voltafaccia finale che permette ai buoni di svicolare da una situazione apparentemente compromessa; continui e stucchevoli riferimenti alla bellezza fisica dei protagonisti (tutti uguali: alti, sottili e dai capelli d'oro); dialoghi per nulla credibili e introspezioni lunghe e noiose in cui tutto è raccontato e non mostrato (sembra di essere sempre fuori fuoco, di essersi persi i momenti importanti della vicenda e che l'autrice ce li debba raccontare a posteriori) e potrei continuare quasi all'infinito (la lotta di cinque Eterni contro trentasei (!) centauri, affrontati come nei videogiochi dei bei tempi, uno alla volta; Slyman che apprende per la prima volta il termine ka-da-lun e poi dopo 30 pagine dei ka-da-lun recita una precisa descrizione scolastica; residui di quella che è forse una stesura precedente nella quale Ventel, fratello di Lyannen, è davvero morto e di lui si parla al passato mentre è lì presente; combattimenti dallo svolgimento improbabile, il millenario valoroso generale Greyannen con la fissa delle treccine, le perline e i fermagli nei capelli, che si comporta come una pallida imitazione di Jack Sparrow, etc. etc.)

Come bruciare un potenziale talento
E' un peccato, perché la Strazzulla padroneggia discretamente bene l'italiano, ha una buona facilità di scrittura, ma il suo talento andava aiutato e sorretto, fatto crescere; e invece mandandola allo sbaraglio così si finisce per bruciarla, insieme a una buona dose della credibilità dell'Einaudi. Quest'ultima, nel suo lancio promozionale, è arrivata ad affermare che la sua apertura al fantasy è stata dovuta alla solidità della proposta della Strazzulla; ma purtroppo questo libro è solido come l'acqua fresca, e come l'acqua scivola via senza lasciare nulla.

Catalogato in: Recensioni,Rampogne e reprimende

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La parola ormai e' data...

Pubblicato da Claudio, Mercoledì 09 luglio 2008

...e quindi ecco a voi, in tutta la sua ingenuità, il mio mezzo romanzo giallo classico adolescenziale: alla Edgar Wallace o Agatha Christie per intenderci, o meglio alla Philo Vance, che era la mia principale fonte di ispirazione in quel periodo.

La cosa è nata per caso sul blog di LucaCP, che oggi raccontava di essersi casualmente imbattuto in suo manoscritto adolescenziale dal titolo "Omicidio allo Specchio"; di fronte alle pressanti richieste di pubblicazione dei suoi lettori, mi sono incautamente fatto avanti affermando di avere anche io un manoscritto del genere, e che lo avrei pubblicato sul mio blog se anche lui avesse fatto lo stesso col suo.

E così abbiamo deciso di fare questo "giochetto" che, ne sono certo, non mancherà di svergognarci per sempre ed esaurire sul nascere la nostra credibilità di autori esordienti...

Per cui ecco a voi il mio "Miserere Amantis", con il suo baffuto quanto infallibile detective Jean-Pierre Delorean, alle prese con il primo caso della sua, ahimé, tronca carriera. Come noterete, è tutto incredibilmente manieristico, ma è questo che il genere strettamente codificato del giallo primo '900 richiede, o almeno così pensavo io :)

Per la cronaca: ai tempi avevo studiato una soluzione geniale all'enigma della camera chiusa, ma ormai è passato tanto di quel tempo (avevo 17 anni) che non me la ricordo più!

Ehm... e non mi chiedete chi è l'assassino, non ve lo saprei dire :)

Però, quasi quasi, un giorno di questi mi ci metto d'impegno e lo finisco!

Miserere Amantis
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Fanboy!

Pubblicato da Claudio, Domenica 06 luglio 2008

Ho sempre pensato che gli atteggiamenti da fanboy non facessero per me. Passati i 15 anni, non ho mai più capito la passione sfrenata per un gruppo, un cantante, un attore... eppure oggi mi sono trasformato anche io in uno scatenato fanboy, nel momento esatto in cui ho scoperto che a distanza di anni è uscito il secondo album degli E.S. Posthumus.

Chi?, direte voi... e so benissimo che ne avete tutte le ragioni, i Posthumus sono pochissimo conosciuti, ma secondo me fanno la migliore musica concepibile. Immaginate le possenti colonne sonore dei blockbuster hollywoodiani, epiche e vigorose, ma trasformate in brani ascoltabili di 3/4 minuti, con evocativi inserti etnici e world, il tutto abbracciato in un concept che vuole evocare lande fantastiche e perdute città dell'antichità (e ci riesce benissimo).

Traccia dopo traccia del nuovo doppio CD, Cartographer, continuo a restare basito di fronte alla regolarità con cui Helmut e Franz Vonlichten (pseudonimo usato da due fratelli americani, compositori di jingle per trailer cinematografici) riescono a esprimere compiutamente nella loro musica il mio esatto ideale artistico. E questa volta hanno portato con loro anche una vocalist eccezionale, Luna Sans, che canta sulle cinematiche armonie del primo CD di Cartographer (il secondo infatti è interamente strumentale) in una suadente lingua inventata dagli stessi fratelli.

A questo punto direi che un ascolto è più che consigliato, per vedere se gli E.S Posthumus fanno anche per voi. Sul loro sito ufficiale potrete ascoltare interamente i brani del bellissimo primo CD, Unearthed, e numerosi appetizers di questo nuovo Cartographer. Occhio, però, perché la loro biografia è totalmente inventata :)

Bene, adesso sapete quale sarà il sottofondo del mio prossimo romanzo!

Il sito ufficiale degli E.S. Posthumus

Il MySpace di Luna Sans

Catalogato in: Recensioni,Vita quotidiana

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