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Appuntamenti

Pubblicato da Claudio, Giovedì 11 settembre 2008

Faccio capolino sul blog per segnalarvi che Sabato sera, in occasione della Notte Bianca di Reggio Calabria, sarò alla libreria Culture (via Zaleuco 8, alle spalle di Villa Zerbi) dalle 22:00 circa per firmare le copie di "Arthur e lo Stregone Nero". Quindi, cari concittadini, fatevi sotto!

Inoltre ho rilasciato un'intervista a Carlotta de Melas, che potrete leggere sul blog Giochi di Lingua Italiana a questo indirizzo

A presto!

Catalogato in: Vita quotidiana

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Andrea D'Angelo - La Rocca dei Silenzi

Pubblicato da Claudio, Domenica 07 settembre 2008

La Rocca dei Silenzi
Non è una passeggiata leggere "La Rocca dei Silenzi".

Certo, è un fantasy, un genere che di solito si accompagna all'idea di evasione, ma come dichiara Andrea D'Angelo nella "Nota dell'Autore" alla fine del libro per lui il fantasy è un modo per riflettere sui problemi della realtà; e dal fatto che sul particolare spunto di questo romanzo egli non sia riuscito a trovare una risposta soddisfacente scaturisce un romanzo che riflette il suo dissidio in più di un modo.

i personaggi sono di grande complessità e spessore
Innannzitutto lo fa attraverso personaggi di grande complessità e spessore. La maggior parte dei romanzi fantasy si limita a tratteggiare i personaggi attribuendo loro una ben precisa caratteristica (la ferita del passato, un'ossessione, una debolezza) e imposta le dinamiche su questo; invece Andrea va oltre e tenta una caratterizzazione quanto mai realistica, dove ogni personaggio ha diverse sfumature di grigio, e dove non esiste nessuna certezza: si brancola nel buio, sia nei rapporti interpersonali, sia nella ricerca della verità sulla Rocca di Ammothàd, condotta parallelamente attraverso un'investigazione nella torre di Dothròm (regno del potere e delle trame dei fruitori di Magia) e una vera e propria catàbasi all'interno delle viscere del dungeon, che rappresenta il fulcro del romanzo.

I rapporti all'interno dell'eterogeneo (per estrazione, razze e obiettivi) gruppo di eroi che sfiderà le oscure viscere della Rocca non sono mai definiti; le incomprensioni e i dissidi sono continui, e il picco di interesse sotto questo aspetto credo si raggiunga quando i sette superstiti decidono di dividersi in tre gruppi per esplorare altrettante vie, e le tensioni crescono in modo palpabile.

uno stile aspro e scabro, per una scrittura impeccabile, che va dal lirico al turpiloquio
E' una lettura difficile, dicevo all'inizio, non solo per la difficoltà di inquadrare i personaggi in schemi e pattern ben definiti, permettendo quindi di lasciare inoperosa la mente durante la lettura (e in questo i nomi scelti dall'autore, molto belli e musicali ma ardui da memorizzare, rappresentano un ostacolo ulteriore) ma anche perché lo stile è, soprattutto nei dialoghi, aspro e scabro come le rocce dei paesaggi montani che Andrea è così abile nel delineare. Gli scambi di battute sono a volte criptici, ma sempre significativi; richiedono però uno sforzo di comprensione in più al lettore.

Questi da qualcuno potrebbero essere visti come difetti, ma ad armonizzare il tutto ci pensa la scrittura, uno stile impeccabile che a seconda delle necessità può attraversare tutta la gamma espressiva tra il lirico e il turpiloquio, e che dimostra una padronanza assoluta dei mezzi tecnici. Mai una frase che non scorra, mai una scelta lessicale sciatta, e in questo Andrea mi ha davvero sorpreso, come uno dei pochi scrittori italiani di fantasy che davvero mi abbiano riportato alla mente illustri predecessori. Molte delle scene descritte sono riuscito senza difficoltà a visualizzarle nella mente, e questo è senz'altro il sintomo di una capacità evocativa di tutto rispetto (e che mi ha lasciato in eredità alcune suggestioni macabre nient'affatto piacevoli).

Certo, qualche piccolo difetto c'è: alla mente mi tornano ad esempio alcuni pensieri in corsivo dei protagonisti, a volte troppo secchi o forzatamente teatrali. Secondo me lo stato d'animo dei personaggi era già ampiamente definito dai dialoghi e dai pensieri espressi in forma indiretta. Un altro difetto potrebbe essere considerata l'alternanza a volte troppo ravvicinata di cambi di punto di vista, che se non ricordo male in un paio di casi non è stata nemmeno annunciata dallo stacco di riga.

la Rocca, un monolite sulla strada dei personaggi
Ma sono piccolezze, soprattutto perché c'è la Rocca; il solo concetto di questi labirintici intrecci di corridoi, sale e grotte scavati nel ventre di un monte e popolati da mostri brutali e a prima vista invincibili mi ha affascinato fin dalle prime pagine, tanto che se i viaggi per raggiungerla fossero stati cinque o sei invece di due, li avrebbe meritati tutti ampiamente. E' come un enorme monolite nero posto da una volontà malefica (ma, scopriremo, nient'affatto aliena) sulla strada dei protagonisti, con il quale dovranno tutti loro fare i conti. Gli orrori che si nascondono al suo interno segneranno dentro ognuno, per sempre e in più di un modo; per qualcuno significando la fine e l'espiazione, per altri invece l'inizio di una nuova vita.

Ci sarebbe molto altro da dire sulla Rocca dei Silenzi (l'intervento delle taccole, la visionaria e ardita scena della resurrezione, il colpo di scena finale), ma sono emozioni che meritano di essere vissute in prima persona. E' per questo che vi consiglio di attraversare insieme ad Andrea D'Angelo il portone scardinato della Rocca e addentrarvi nei meandri senza luce di quest'antica fortezza dell'impero Vercey; probabilmente non troverete la vostra strada come accade ai protagonisti, ma avrete scoperto un fantasy italiano finalmente degno di stare alla pari (se non davanti) a tanti blasonati titoli inglesi e americani.

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E' USCITO!

Pubblicato da Claudio, Martedì 26 agosto 2008

Cari amici, è con grande gioia (e altrettanto grande sorpresa, visto l'anticipo di oltre una settimana sui tempi previsti) che vi comunico che il mio libro è uscito! Sto giustappunto andando in libreria a vederlo... a dopo!

Aggiornamento:

Il trionfo!

Ecco il trionfo!

Il trionfo parte 2!

Il monumento commemorativo

Il manufatto!

Il manufatto

Il manufatto, aperto!

Il manufatto, aperto

Il manufatto, dispiegato!

Il manufatto, dispiegato

Catalogato in: Scrittura

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Varie e copertina

Pubblicato da Claudio, Lunedì 25 agosto 2008

Prima di tutto: sì, sono ancora vivo!

Lo dico per tranquillizzare chi mi ha dato per disperso, vista la mia prolungata assenza dalla rete...

Innanzitutto ringrazio tutti quelli che nel post precedente mi hanno fatto gli auguri per la bambina, leggerli tra un cambio di pannolino e l'altro mi ha fatto un immenso piacere!

Fra tenere in braccio la piccola Gaia, farle il bagnetto, cantarle le canzoncine e tutte le cose carine che si fanno in genere con i neonati - a ogni ora del giorno e della notte, eh - mi sono letteralmente dimenticato che l'uscita del libro è ormai prossima! Il 3 settembre infatti è davvero vicino, e credo sia il caso di anticipare a tutti voi fedeli lettori in pectore almeno la copertina di Arthur e lo Stregone Nero; per cui eccovela!

La copertina definitiva in tutta la sua gloria

Nota tecnica: il titolo definitivo sarà in rilievo e ripassato in oro (quello d'inchiostro, non quello di gioielleria!), mentre avvolta attorno al prezioso manufatto ci sarà una fascetta firmata nientepopodimeno che da Dacia Maraini che vi invita caldamente a comprarlo... e chi sono io per smentirla? :)

P.S.

Domani o dopodomani metterò on line anche il sito dedicato al libro...

A presto!

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Patrick Rothfuss - Il nome del Vento

Pubblicato da Claudio, Giovedì 07 agosto 2008

Il Nome del Vento
Nutrivo una grande aspettativa su questo libro, salutato in America come il fantasy più originale degli ultimi 30 anni, e dico subito che sono rimasto parzialmente deluso. Intendiamoci, sono riuscito a leggere le 800 pagine in pochi giorni, sintomo che Rothfuss sa scrivere in modo avvincente e scorrevole; i suoi personaggi, anche se non indimenticabili, si lasciano apprezzare, e il ritmo è quello giusto.

Il problema principale è che mi sarei aspettato che in un tomo di questo spessore si affrontassero tutte - o quasi - le meravigliose ed epiche avventure di Kvothe, teatralmente annunciate a più riprese dal discepolo Bast al Cronista che ne trascrive la storia (e citate anche nel retro di copertina); ma in realtà il libro si ferma prestissimo, in pratica senza che al protagonista sia accaduto nulla di straordinario (tranne una piccola e poco significativa avventura con un draccus drogato nel finale).

L'universo tratteggiato da Rothfuss, grazie anche a una solida inventiva scientifica e "monetaria", è credibile e coeso, e ci sono anche due brevi racconti nel racconto che aiutano a tratteggiare una sorta di mitologia dei Chandrian (i cattivi del romanzo) e che sicuramente si riveleranno importanti nel prosieguo; i difetti principali, oltre alla già citata inconcludenza di questo primo libro, stanno soprattutto nella prolissità di certe scene che potevano essere tranquillamente tagliate o ridotte, e nell'eccessivo gigioneggiare dell'autore nei dialoghi, quasi sempre troppo arguti e decisamente improbabili se attribuiti a un ragazzo di 15 anni (e questo è particolarmente pesante nel rapporto con Dianne, la "fidanzata" di Kvothe).

Tutto sommato un libro che si lascia leggere, ma con il limite di promettere moltissimo e mantenere ben poco. Resto comunque in attesa del secondo libro, sperando che ci sia più carne al fuoco e che il "barbecue" approntato dall'autore americano sia più sostanzioso!

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