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Compendio

Pubblicato da Claudio, Domenica 30 novembre 2008

Rompo il silenzio per comunicarvi intanto che sì, sono vivo (e non è una cosa da poco) e che se non aggiorno il blog né mi si vede in giro per i vari altri luoghi del web è perché sono totalmente preso dal menage Gaia-lavoro, mai così esigente in termini di tempo quanto in quest'ultimo periodo.

Dal momento che, comunque, non ho del tutto smesso di vivere, vi lascio alcuni pensieri e riflessioni sparse sul materiale cultural-intrattenitivo che ha alleviato le mie giornate in questi ultimi mesi.

LIBRI

La scatola a forma di cuore

La scatola a forma di cuore
Ero curiosissimo di leggere questo romanzo di Joe Hill, figlio di Stephen King, ma dico subito che ha parzialmente deluso le mie aspettative. Ci sono moltissimi gustosi elementi che rimandano al King padre, e non c'è dubbio che il DNA del Re sia ben presente nelle vene del suo giovane erede; ma per altri versi la storia, pur partendo da premesse interessanti, non cattura completamente. Anche perché certi spunti potenzialmente intriganti non sono approfonditi abbastanza: solo per fare un esempio, le telefonate dall'aldilà sono accettate da Judas Coyne, la rockstar protagonista, con una piattezza deludente. In ogni caso la stoffa c'è, e mi aspetto grandi cose in futuro da Joe Hill.

La fine è nota

La fine è nota
Un giallo americano degli anni '50 di un autore, Geoffrey Holiday Hall, del quale non si è mai saputo nulla (che fosse lo pseudonimo di un autore ben più famoso in vacanza - come parrebbe suggerire il cognome - da una produzione più impegnata?), ma che ha catturato l'attenzione di tutti per una profondità di personaggi e vicende che esula decisamente dal genere (e dalla qualità media degli altri Gialli Mondadori, collana in cui fu originariamente pubblicato), tanto che a tratti può ricordare Faulkner (o, figurativamente, i quadri di Hopper), specie per l'accuratezza con cui vengono rese le atmosfere della provincia americana. Una lettura piacevolissima, da cui - cosa assai curiosa, per certi versi - è stato anche tratto un film di Cristina Comencini.

Crimini italiani

Crimini italiani
Raccolta dimenticabilissima di racconti gialli di autori italiani contemporanei. Alcuni (quello di Faletti spicca su tutti come esempio da NON seguire) sono di un pochezza disarmante, solo un paio si salvano, anzi sono decisamente gradevoli: in particolare quelli di Carofiglio (uno degli autori migliori del nostro panorama attuale), e quello di Diego Silva; dove si vaga, oltre che per i desolati e banali scenari della criminalità italiana frequentati dagli altri racconti, anche nei territori ben più affascinanti della mente umana.

Glen Ballard - i racconti 1969-1992

Glen Ballard
Di Ballard avevo letto solo Cocaine Nights, e quel giallo ambientato nel microcosmo di una società chiusa di ricchi perdigiorno, autoconfinatisi in una prigione dorata sotto forma di un villaggio turistico nella costa spagnola, mi era piaciuto abbastanza. I racconti che questa antologia edita da Fanucci raccoglie, invece, mi sono piaciuti molto meno. Innanzitutto i motivi ricorrenti di Ballard (soprattutto il volo individuale in aereo) presenti fino all'ossessione in tutta la sua produzione, all'ennesima ripetizione hanno finito per infastidirmi; poi alcune delle ucronie e distopie generate dalla mente dello scrittore britannico qui mi sono sembrate poco ispirate. Alcune idee però sono geniali e ben eseguite (come ad esempio la descrizione di una società del futuro in cui il contatto umano è vietato e i rapporti sociali - compreso il matrimonio e la procreazione - sono svolti tramite TV; per cui l'incontro fisico, quando avviene, porta a conseguenze nefaste), oppure il racconto "epistolare" sulla stazione spaziale.

Il passato è una terra straniera/ Ragionevoli dubbi

Gianrico Carofiglio
Carofiglio si conferma uno degli autori più abili (e furbi, aggiungerei) del panorama "di genere" italiano; è certamente abile a tratteggiare le psicologie dei suoi personaggi (ben riuscito soprattutto l'avvocato Guerrieri, con tutte le idiosincrasie tipiche dell'attuale generazione di quarantenni), scrive con una prosa semplice e scorrevole e infonde nelle sue storie un elemento giallo/legal thriller che, benché abbastanza blando, fa da collante tra i vari capitoli e spinge a proseguire la lettura. Piacevole, anche se innocuo.

SERIE TV

Romanzo Criminale - La serie

Alcuni protagonisti della serie
Ah, finalmente una boccata di aria fresca nel panorama delle fiction televisive italiane! Chi fosse stato ormai ridotto alla catatonia dall'italianesimo decerebrato dei soliti Carabinieri, RIS, Distretti di Polizia, Squadre, in questo Romanzo Criminale coprodotto da Sky e Cattleya troverà pane per i suoi denti. Personaggi truci, implacabili (interpretati da attori rigorosamente semi-sconosciuti, scelta a mio avviso vincente), vicende crude e realistiche, ritmi serrati, fotografia desaturata il giusto, regia incisiva e una ricostruzione storica impeccabile (non ho ancora adocchiato un anacronismo che sia uno, le strade sono piene di macchine dell'epoca fino alla linea dell'orizzonte e i vestiti sembrano tirati fuori dagli armadi naftalinici dei nostri genitori) compongono un quadro di insieme godibilissimo, e che riporta in me un po' di fiducia nella professionalità delle produzioni del nostro paese. Perché se un tempo, pur finiti i tempi d'oro di Fellini e Antonioni, eravamo comunque un modello per un certo tipo di cinema poliziottesco anni '70, adesso cinematograficamente parlando siamo lo zimbello delle altre nazioni. Ma adesso Spagna e Francia tremate: sono arrivati Il Libanese e il Freddo, e sono pronti a conquistare anche le vostre televisioni!

Murder Party

Gustosa mise-en-scene liberamente tratta da un romanzo di Agatha Christie. Ancora è presto per giudicare sul suo effettivo valore, ma le premesse per degli sviluppi interessanti fino a ora ci sono tutte.

Il Commissario Montalbano

Il Commissario Montalbano
Nelle ultime settimane la RAI ci ha proposto quattro nuovi film del commissario più famoso d'Italia, tratti da altrettanti romanzi di Camilleri. Rispetto a quanto ricordavo, la regia è pedestre, la recitazione legnosa e molte scene sono tirate per i capelli; tuttavia ci sono alcuni importanti elementi che salvano questa produzione dal naufragio. Una è la simpatia irresistibile di Catarella, resa benissimo da un Angelo Russo mai così divertente; l'altra, indiscussa protagonista, è la bellezza degli scenari naturali siciliani, che non a caso ha ispirato la creazione di un libro che li ripercorresse, identificandoli a tutto vantaggio di chi voglia esplorare questa terra affascinante. Una fotografia più attenta ai paesaggi che alle vicende, e soprattutto una eccezionale scelta delle location rendono giustizia alla straordinaria natura della regione più bella d'Italia. Esterni assolati e scabri, spiagge deserte sul cui mare si protendono le verande delle case, terrazze che affacciano su cattedrali di pietra calcarea, paesi abbarbicati alle colline come presepi, atmosfere rarefatte e sospese, senza la minima concessione alla modernità: tutte le case e gli esercizi commerciali infatti sono veri e propri musei, con tendaggi, parati e arredamenti barocchi pesanti e decadenti. Uno sfondo teatrale, perfetto scenario dove i personaggi delle storie di Camilleri si muovono come fantasmi tra le vestigia di un passato troppo grande per essere toccato dalle miserie del presente.

VIDEOGIOCHI

The Last Remnant

The Last Remnant
Avevo grandi aspettative per il primo JRPG della Square su Xbox 360, ma ho cominciato ad avere delle perplessità quando ho visto fin dalle prime sequenze l'uso dilettantesco che era stato fatto dell'Unreal Engine, con un effetto pop-up delle texture davvero scandaloso, tempi di caricamento lunghissimi e in generale un look sciatto di ambienti e dei personaggi. La grafica non è migliore di quella di Final Fantasy XII su Playstation 2, e questo la dice lunga; in attesa di ritrovare la voglia di approfondirlo, ho messo questo gioco in stand-by e mi sono buttato a pesce su...

Gears of War 2

Gears of War 2
Che spettacolo, ragazzi! Una grafica fantastica, musiche ed effetti sonori testosteronici, un'ambientazione curata maniacalmente per una storia cupa e brutale, ma soprattutto un'atmosfera da Oscar, il tutto condensato in un'esperienza di gioco coinvolgente e decisamente più varia di quella del primo capitolo. Questa è la next-gen! La cosa notevole di GoW2 (come anche del primo) è proprio la sensazione di far parte di una campagna di guerra più vasta del solito approccio dell'eroe-solitario-che-fa-tutto-lui. Le comunicazioni radio, i dialoghi con i commilitoni, gli incarichi dal quartier generale, tutto è studiato a puntino per immergere il giocatore in un'esperienza post-apocalittica che pochi riusciranno a dimenticare. Complimenti alla Epic Games, finalmente qualcuno che tiene fede con i fatti al proprio nome!

Catalogato in: Recensioni


commenti
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pubblicato il 24.12.2008 alle 18:23 da LucaCP

Auguri Claudio! =)

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pubblicato il 25.02.2009 alle 21:35 da StefanoRomagna

Ciao Claudio, come stai? Ma non è forse il caso di aggiornare un pò il blog? :-)

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