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Patrick Rothfuss - Il nome del Vento

Pubblicato da Claudio, Giovedì 07 agosto 2008

Il Nome del Vento
Nutrivo una grande aspettativa su questo libro, salutato in America come il fantasy più originale degli ultimi 30 anni, e dico subito che sono rimasto parzialmente deluso. Intendiamoci, sono riuscito a leggere le 800 pagine in pochi giorni, sintomo che Rothfuss sa scrivere in modo avvincente e scorrevole; i suoi personaggi, anche se non indimenticabili, si lasciano apprezzare, e il ritmo è quello giusto.

Il problema principale è che mi sarei aspettato che in un tomo di questo spessore si affrontassero tutte - o quasi - le meravigliose ed epiche avventure di Kvothe, teatralmente annunciate a più riprese dal discepolo Bast al Cronista che ne trascrive la storia (e citate anche nel retro di copertina); ma in realtà il libro si ferma prestissimo, in pratica senza che al protagonista sia accaduto nulla di straordinario (tranne una piccola e poco significativa avventura con un draccus drogato nel finale).

L'universo tratteggiato da Rothfuss, grazie anche a una solida inventiva scientifica e "monetaria", è credibile e coeso, e ci sono anche due brevi racconti nel racconto che aiutano a tratteggiare una sorta di mitologia dei Chandrian (i cattivi del romanzo) e che sicuramente si riveleranno importanti nel prosieguo; i difetti principali, oltre alla già citata inconcludenza di questo primo libro, stanno soprattutto nella prolissità di certe scene che potevano essere tranquillamente tagliate o ridotte, e nell'eccessivo gigioneggiare dell'autore nei dialoghi, quasi sempre troppo arguti e decisamente improbabili se attribuiti a un ragazzo di 15 anni (e questo è particolarmente pesante nel rapporto con Dianne, la "fidanzata" di Kvothe).

Tutto sommato un libro che si lascia leggere, ma con il limite di promettere moltissimo e mantenere ben poco. Resto comunque in attesa del secondo libro, sperando che ci sia più carne al fuoco e che il "barbecue" approntato dall'autore americano sia più sostanzioso!

Catalogato in: Recensioni


commenti
1
pubblicato il 07.08.2008 alle 21:12 da LucaCP

Lo avevo adocchiato e speravo di comprarlo, solo che poi sono venuto a sapere che faceva parte di una trilogia! Inutile dire che ho preferito concludere quelle che avevo in sospeso. Ciò non toglie che forse, in futuro, magari quando saranno usciti tutti e tre i volumi, ci rifarò un pensierino =P

2
pubblicato il 08.08.2008 alle 14:49 da mirtilla

L'ho appena iniziato, ma sapendo già dall'inizio che è un libro incompleto, spero di non avvertire il tuo medesimo fastidio. spero...

3
pubblicato il 09.08.2008 alle 18:32 da Stefano Romagna

Lo prenderò presto, sperando che anche nel mio caso la delusione dipenda da una storia non del tutto espressa per via dei capitoli successivi...

4
pubblicato il 02.09.2008 alle 11:27 da coco

io l'ho letto appena uscito, e debbo dire che non sono molto d'accordo con la piccola "recensione" da te fatta: non è un libro incompleto, è solo il primo libro di una (speriamo) lunga saga, e a parer mio tra le due cose c'è molta differenza.

Come primo libro di una saga ha presentato il mondo nel quale si svolge, il personaggio principale, i "cattivi", alcuni dei coprotagonisti ("fidanzata", "allievo"...) e accennato ad altri misteri che verranno risolti in seguito. Certo, in alcuni casi è stato prolisso, qualche altra parte poteva venire del tutto saltata, però considerando che è un'opera prima mi è sembrata di altissimo livello, e ancor di più se la confronto ad opere prime di autori italiani uscite prima dell'estate!

Per quel che riguarda l'eccessiva arguzia dei dialoghi ...beh...non me ne sono accorto perchè, avendo putroppo 45 anni, li ho ritenuti adatti a me lettore e non ho pensato a quanti anni abbiamo nel romanzo le persone dicono certe frasi: forse varrebbe la pena di fare una riflessione se sia giusto abbassare il livello delle frasi, la lunghezza dei concetti, inserire espressioni "giovanili" per adeguare i dialoghi all'età di chi le esprime.

Puoi togliermi una curiosità: la quarta di copertina la scrive l'autore oppure leditor o qualcun altro?
Grazie e saluti

5
pubblicato il 02.09.2008 alle 12:14 da Claudio Tassitano

Ciao Coco,
mi fa piacere discutere una mia recensione con qualcuno appassionato di fantasy! In effetti, rileggendola, può sembrare che Il Nome del Vento non mi sia piaciuto molto; in realtà è il contrario. Nei giorni in cui l'ho letto, mi ha completamente preso. Solo che non sapevo fosse il primo di una trilogia, per cui mi aspettavo di più come numero e livello di avventure vissute dal protagonista, e arrivato alla fine ho detto: "Come?!? Tutto qui?" In effetti, nel mio romanzo, nella metà delle pagine succedono il triplo delle cose, e un po' mi sono lasciato trasportare da questo pensiero.
Ciò non toglie che comprerò subito e leggerò il secondo libro! Il mondo descritto è davvero dettagliato, coerente e affascinante; le premesse ci sono tutte per una continuazione in grande stile.
E' sì un'opera prima, ma si sente che Rothfuss ci ha lavorato per oltre 10 anni. Non so a quale opera italiana uscita prima dell'estate tu ti riferisca, non ho letto tutto ancora del fantasy nostrano ma in effetti non credo che nel nostro panorama ci sia qualcosa che possa reggere il confronto con il Nome del Vento, almeno non ancora.

Per quanto riguarda il discorso arguzia dei dialoghi, io sono fermamente convinto che un romanzo debba essere verosimile o comunque realistico. Rothfuss a volte esagera, ma non varca mai del tutto la soglia della tollerabilità. La cosa è mitigata anche dal fatto che è lo Kvothe adulto a raccontare la vicenda, quindi alcuni dei pensieri o dialoghi più inverosimili per un ragazzino di 15 anni potrebbero essere aggiunte sue. Non credo che i lettori perdonerebbero un autore che fa parlare un adolescente come un vecchio saggio! Se invece ti riferisci al tono generale della prosa, sono d'accordissimo con te: anche se scrivi per ragazzini o adolescenti, devi comunque scrivere bene e non abbassare il livello per andar loro incontro. E' giusto che i giovani lettori escano accresciuti dall'aver letto il tuo libro (ed è per questo che ce l'ho con il concetto di "target" mutuato dal marketing: capita sempre più spesso che un libro dia al suo lettore target di riferimento solo ed esclusivamente quello che il lettore si aspetta di trovarvi, senza spingerlo alla riflessione presentandogli realtà diverse o più profonde, come la letteratura - anche quella di intrattenimento - dovrebbe fare).

Per quanto riguarda la quarta di copertina, dipende dalle case editrici. Alcune hanno dei redattori/editor che tra l'altro si occupano (anche) di questo, altre accettano - modificando - quelle proposte dagli autori (è il mio caso).

Grazie per aver scritto, a presto!

6
pubblicato il 04.09.2008 alle 00:09 da coco

ciao Claudio,
anzitutto grazie per avermi risposto.

Assolutamente non voglio creare un dibattito ma mi fa piacere verificare con te alcune impressioni ed anche spiegare un pochino meglio alcune frasi da me scritte ( tra l'altrro, scusami, con errori di battitura).

Concordo pienamente con te sulle tue riflessioni circa i dialoghi ed il tono generale della prosa, e per quanto riguarda la quarta di copertina, visto che tu e Rothfuss (in Italia) avete la stessa casa editrice può darsi che anche la sua quarta di copertina sia stata un poco modificata ed ampliata .

Sono contento cha anche ad un appassionato ed esperto di fantasy come te sia piaciuto questo libro; a parer mio non sempre è importante la quantità di cose che accadono in un romanzo quanto come queste sono descritte, raccontate, fatte vivere, e Patrick Rothfuss mi ha fatto sentire vicino a Kvothe dalla prima all'ultima pagina.

Per un libro che mi ha appassionato ce ne è un altro che mi ha molto deluso, "gli eroi del crepuscolo" di Chiara Strazzulla, un libro che ho trovato veramente piatto, monotono, noioso, con delle trovate assolutamente strampalate (vedi l'età dei personaggi): sapessi quanto mi ha fatto incacchiare dover sprecare il mio poco tempo libero per finirlo di leggere!

Durante le ferie ho letto due altri fantasy stranieri: "i ribelli del mondo oscuro" di D.A. Durham e "l'incatesimo dello spirito" di Louise McMaster Bujold: se ti interessa ti darò il mio modestissimo parere su questi libri....e sul TUO non appena avrò il tempo di comprarlo e leggerlo.

Ciao, Francesco

7
pubblicato il 25.12.2008 alle 11:23 da luciano / idefix

La mia copia è nella pila (sempre più enorme, alimentata da continui acquisti) dei libri che mi riprometto di leggere a breve. Sono curioso di vedere se questo Rothfuss è davvero così bravo e promettente come si dice da più parti. Ne approfitto per segnalarvi due fantasy che amo da tanti anni (io ne ho 54). Il primo è un ciclo scritto da Gene Wolfe (L'ombra del Torturatore, L'artiglio del Conciliatore, La spada del Littore, La cittadella dell'Autarca...il quinto romanzo è del tutto trascurabile, scritto only for the money): una saga raffinata e colta (riferimenti che vanno da Proust a Shakespeare alla mitologia greca) e stracolma di idee, adulta (l'eros alimenta l'intera quadrilogia) , a metà strada tra fantascienza (l'influenza di Dick, di Cordwainer Smith, di Vance, del Borges più fantastico) e fantasy (da Vance a Merwyn Peake). Nel corso degli anni l'ho letta e riletta, questa saga del Nuovo Mondo.
Un altro ciclo per cui stravedo è quello di Fafhrd e Gray Mauser, ambientato nel mondo di Nehwon e composto da un romanzo e alcune decine di racconti. L'autore è Fritz Leiber. Ironia e avventure, tragedia e parodia, humour e sesso, magia nera e rimandi letterari sono alcuni degli ingredienti del capolavoro di Leiber.
Se siete stufi e diffidenti nei confronti di maghi maghetti orchi orchetti anelli magici adolescenti predestinati eccetera, provate questi due cicli.
Davvero grandi.

8
pubblicato il 25.12.2008 alle 11:24 da luciano / idefix

La mia copia è nella pila (sempre più enorme, alimentata da continui acquisti) dei libri che mi riprometto di leggere a breve. Sono curioso di vedere se questo Rothfuss è davvero così bravo e promettente come si dice da più parti. Ne approfitto per segnalarvi due fantasy che amo da tanti anni (io ne ho 54). Il primo è un ciclo scritto da Gene Wolfe (L'ombra del Torturatore, L'artiglio del Conciliatore, La spada del Littore, La cittadella dell'Autarca...il quinto romanzo è del tutto trascurabile, scritto only for the money): una saga raffinata e colta (riferimenti che vanno da Proust a Shakespeare alla mitologia greca) e stracolma di idee, adulta (l'eros alimenta l'intera quadrilogia) , a metà strada tra fantascienza (l'influenza di Dick, di Cordwainer Smith, di Vance, del Borges più fantastico) e fantasy (da Vance a Merwyn Peake). Nel corso degli anni l'ho letta e riletta, questa saga del Nuovo Mondo.
Un altro ciclo per cui stravedo è quello di Fafhrd e Gray Mauser, ambientato nel mondo di Nehwon e composto da un romanzo e alcune decine di racconti. L'autore è Fritz Leiber. Ironia e avventure, tragedia e parodia, humour e sesso, magia nera e rimandi letterari sono alcuni degli ingredienti del capolavoro di Leiber.
Se siete stufi e diffidenti nei confronti di maghi maghetti orchi orchetti anelli magici adolescenti predestinati eccetera, provate questi due cicli.
Davvero grandi.

9
pubblicato il 25.12.2008 alle 11:24 da luciano / idefix

La mia copia è nella pila (sempre più enorme, alimentata da continui acquisti) dei libri che mi riprometto di leggere a breve. Sono curioso di vedere se questo Rothfuss è davvero così bravo e promettente come si dice da più parti. Ne approfitto per segnalarvi due fantasy che amo da tanti anni (io ne ho 54). Il primo è un ciclo scritto da Gene Wolfe (L'ombra del Torturatore, L'artiglio del Conciliatore, La spada del Littore, La cittadella dell'Autarca...il quinto romanzo è del tutto trascurabile, scritto only for the money): una saga raffinata e colta (riferimenti che vanno da Proust a Shakespeare alla mitologia greca) e stracolma di idee, adulta (l'eros alimenta l'intera quadrilogia) , a metà strada tra fantascienza (l'influenza di Dick, di Cordwainer Smith, di Vance, del Borges più fantastico) e fantasy (da Vance a Merwyn Peake). Nel corso degli anni l'ho letta e riletta, questa saga del Nuovo Mondo.
Un altro ciclo per cui stravedo è quello di Fafhrd e Gray Mauser, ambientato nel mondo di Nehwon e composto da un romanzo e alcune decine di racconti. L'autore è Fritz Leiber. Ironia e avventure, tragedia e parodia, humour e sesso, magia nera e rimandi letterari sono alcuni degli ingredienti del capolavoro di Leiber.
Se siete stufi e diffidenti nei confronti di maghi maghetti orchi orchetti anelli magici adolescenti predestinati eccetera, provate questi due cicli.
Davvero grandi.

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