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Chiara Strazzulla - Gli Eroi del Crepuscolo

Pubblicato da Claudio, Venerdì 11 luglio 2008

Ho finalmente terminato di leggere il secondo romanzo che potrei ascrivere al cosiddetto "Fantasy Baby Boom" (il primo essendo stato Bryan di Boscoquieto di Federico Ghirardi), sforzandomi questa volta di resistere fino alla fine perché, sebbene avessi delle notevoli riserve su questa serie di uscite ravvicinate di autori giovanissimi, non amo dare giudizi basati sulle impressioni o sui preconcetti.

Che dire quindi di questo romanzo, costatomi la spaventosa cifra di 20 euro? Innanzitutto non si può prescidere dall'età straordinaria dell'autrice, che si merita tutti i complimenti di questo mondo per aver scritto un romanzo di quasi 800 pagine, anche con una discreta proprietà di linguaggio, a un'età in cui i suoi coetanei si cimentano con SMS, temi scolastici o, tutt'al più, racconti brevi.

Queste 800 pagine, però, sono fitte di tali e tante ingenuità ed errori di tutti i generi da farmi arrivare a dubitare della professionalità dell'editor che lo ha curato e che ha dato l'assenso alla pubblicazione, e finanche della serietà della storica casa editrice che lo ha pubblicato (con contorno di grande battage pubblicitario).

Di recente, in giro sul web sono nate discussioni (anche molto accese) su dettagli tutto sommato trascurabili del romanzo; piccole contraddizioni e incongruenze che, seppur fastidiose, non sono secondo me il punto focale della questione.

Il problema qui è infatti a livelli ben più grandi, direi macroscopici
Il problema qui è infatti a livelli ben più grandi, direi macroscopici: c'è una struttura di fondo che non regge per nulla, premesse affatto credibili, idee programmatiche che enunciate sembrano valide e "suonano bene" (il mondo salvato dai reietti, dai diversi) ma sono gestite in modo del tutto arbitrario, un "focus" sui personaggi ondivago e approssimativo.

Mi spiego meglio, citando alcune scene.

All'inizio, nella città di Dardamen, quelli che poi saranno i protagonisti della storia (giovani Eterni figli di consiglieri reali, di prodi generali, etc.) sono mostrati mentre spiano dalle finestre della reggia un importante consiglio tenuto dai loro genitori, e incentrato, pare, su una grave e importantissima novità che fa "sbiancare il Re" quando gli viene riferita. Scoperti, vengono sottoposti a una dura ramanzina di tre pagine su quanto origliare e spiare sia indegno del loro rango, etc.; poi la tensione si smorza, sulle labbra di chi li sta rimproverando (il Re, il generale, etc.) affiora un sorriso e i tre vengono lasciati andare con solo un bonario rimbrotto.

Ehm... la principessa è stata rapita
Mentre escono, l'ultimo della fila si volta e chiede quale mai fosse la notizia che ha fatto sbiancare il Re. I consiglieri si guardano smarriti e uno dice: "Ecco... la Principessa... ehm... è stata rapita".

Lascio giudicare a voi la credibilità di una scena simile.

Ordunque: chi può salvare la principessa, rapita dal Signore delle Tenebre (sic)? Secondo l'autrice, solo il gruppo di ragazzi di cui sopra, composto appunto dai figli dei più grandi eroi e signori degli Eterni, appena usciti dal Collegio e senza nessuna esperienza pratica. Durante una delle lunghe e noiose introspezioni (guarnite da un'incredibile quantità di domande retoriche), il protagonista Lyannen decide che la loro si chiamerà la "Compagnia dei Rinnegati", e a questo punto mi piacerebbe capire perché.

La Compagnia dei Rinnegati: ma perché?
Tra di loro infatti l'unico "rinnegato" potrebbe essere proprio Lyannen che, mezzomortale (però ugualmente immortale e amato dalla Principessa rapita), invece di essere alto due metri e mezzo come gli altri è alto solo due metri e ha i capelli neri invece che biondo oro. Queste sue caratteristiche lo hanno sempre fatto guardare con sospetto dagli altri Eterni, tanto da farlo sentire diverso, escluso.

E io dovrei simpatizzare per le sorti di un popolo che giudica i suoi figli con un'ottica paurosamente simile a quella nazista... ma tant'è.

Un viaggio totalmente inutile
La cosa però davvero incredibile è che intorno a pagina 570, il viaggio compiuto da questa autoproclamatasi Compagnia dei Rinnegati si svela del tutto inutile, perché i giovani Eterni finiscono nella fortezza di Syrkun dove ritrovano i battaglioni d'elite partiti, dopo di loro, dalla stessa città di Dardamen. Quindi, se invece di avventurarsi tra i boschi in mezzo a mille pericoli fossero partiti insieme all'Alavento e al padre di Lyannen, il famoso Generale, sarebbero arrivati nello stesso posto in pochi giorni di marcia e con forze di supporto ben più significative. Incredibile come non ci sia una-motivazione-che-sia-una per questa decisione.

Tutti i punti deboli minuto per minuto
Sono moltissimi altri i punti deboli di questo libro: le descrizioni minuziose (da tre quarti di pagina in su) e particolareggiate di ogni singolo personaggio fino ai più insignificanti monili di cui è adornato; i vezzi e le frivolezze di personaggi che dovrebbero essere prodi e saggi guerrieri millenari e che si divertono a "scoppiare le bolle" (sic!) in schiumosi bagni rilassanti nel bel mezzo di una disastrosa guerra che sta annientando il loro popolo; l'amuleto magico che, da perfetto deus ex machina, distrugge la Tenebra (la spiegazione del perché non sia mai stato usato per fermare la guerra, anche a costo di gravissime perdite, è di un'ingenuità disarmante); un provvidenziale voltafaccia finale che permette ai buoni di svicolare da una situazione apparentemente compromessa; continui e stucchevoli riferimenti alla bellezza fisica dei protagonisti (tutti uguali: alti, sottili e dai capelli d'oro); dialoghi per nulla credibili e introspezioni lunghe e noiose in cui tutto è raccontato e non mostrato (sembra di essere sempre fuori fuoco, di essersi persi i momenti importanti della vicenda e che l'autrice ce li debba raccontare a posteriori) e potrei continuare quasi all'infinito (la lotta di cinque Eterni contro trentasei (!) centauri, affrontati come nei videogiochi dei bei tempi, uno alla volta; Slyman che apprende per la prima volta il termine ka-da-lun e poi dopo 30 pagine dei ka-da-lun recita una precisa descrizione scolastica; residui di quella che è forse una stesura precedente nella quale Ventel, fratello di Lyannen, è davvero morto e di lui si parla al passato mentre è lì presente; combattimenti dallo svolgimento improbabile, il millenario valoroso generale Greyannen con la fissa delle treccine, le perline e i fermagli nei capelli, che si comporta come una pallida imitazione di Jack Sparrow, etc. etc.)

Come bruciare un potenziale talento
E' un peccato, perché la Strazzulla padroneggia discretamente bene l'italiano, ha una buona facilità di scrittura, ma il suo talento andava aiutato e sorretto, fatto crescere; e invece mandandola allo sbaraglio così si finisce per bruciarla, insieme a una buona dose della credibilità dell'Einaudi. Quest'ultima, nel suo lancio promozionale, è arrivata ad affermare che la sua apertura al fantasy è stata dovuta alla solidità della proposta della Strazzulla; ma purtroppo questo libro è solido come l'acqua fresca, e come l'acqua scivola via senza lasciare nulla.

Catalogato in: Recensioni,Rampogne e reprimende


commenti
1
pubblicato il 11.07.2008 alle 22:49 da LucaCP

Non ho letto il romanzo e penso proprio che non lo leggerò! E' vero che reputo importante i dialoghi e lo stile, ma se la storia è davvero così scontata, col cavolo che spreco il mio tempo! Tra l'altro mi ha urtato moltissimo il celophan attorno al libro. Di solito mi piace sfogliare quello che compro =_=

2
pubblicato il 12.07.2008 alle 02:11 da Claudio Tassitano

Luca: fai bene, sono 20 euro e una decina di giorni di lettura risparmiati. Per quanto riguarda il cellophane, quando l'ho visto ho pensato: "Bene, dentro ci sarà il booklet con le illustrazioni di Frezzato", invece non c'è assolutamente niente. Comincio a pensare che ce l'abbiano messo proprio per evitare che i potenziali acquirenti potessero sfogliarlo e cambiare idea...

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pubblicato il 13.07.2008 alle 08:38 da Fabrizio Valenza

Ciao Claudio.
Finalmente una recensione di un babyboom book (wow, che paroloni!) dopo averlo letto! Così si comincia a parlarne con cognizione di causa.
Ottimo il tuo resoconto, direi soprattutto preciso. Fa centro: di sicuro non lo comprerò questo libro della Strazzulla. Purtroppo le tue parole confermano che l'Einaudi ha fatto un'operazione prettamente commerciale con il rischio che effettivamente possa aver bruciato un talento da sviluppare.
Dio ci salvi, e ci mandi un buon Editor.
Fabrizio

4
pubblicato il 13.07.2008 alle 18:31 da LotharBasler

Non avevo intenzione di acquistare la Strazzulla (ahimé, ho una lunga lista di altri libri in attesa che, almeno in teoria, reputo ben più stimolanti e che fatico a svuotare)... certo non cambierò idea dopo aver letto la tua rece! ;)
Approfondita e circostanziata come al solito, complimenti.

5
pubblicato il 14.07.2008 alle 12:00 da Elisabetta

Interessante, grazie della tua opinione.
Einaudi appartiene a Mondadori, vero?

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pubblicato il 14.07.2008 alle 13:02 da Claudio Tassitano

Elisabetta: innanzitutto benvenuta! Sì, Einaudi appartiene a Mondadori e quindi credo ne condivida anche tutte le politiche di marketing. In questo caso il battage pubblicitario è stato decisamente esagerato rispetto al reale valore del libro; ciò comunque non toglie che sia Einaudi che Stile Libero pubblichino anche libri eccellenti. Sono grosse case editrici e quindi è comprendibile che, in un catalogo ampio e variegato, possano prendere il classico "granchio"... l'importante è riconoscerlo, e non illudersi che i lettori non abbiano capacità di giudizio autonome :) Ah, vedo che con Fabrizio gestisci un bel blog; lo aggiungo subito alla mia lista di siti interessanti.
Fabrizio: sì, un buon editor per un esordiente sarebbe una manna dal cielo, peccato che queste figure in Italia siano assai rare, per non dire inesistenti...
Marco: grazie dei complimenti, spero di aver fatto capire a che cosa si va incontro con questo romanzo. Che poi non ce l'ho certo con la giovanissima autrice, alla quale auguro tutte le fortune (e per fortuna non intendo essere mandata praticamente allo sbaraglio da una grossa casa editrice!), ma con chi ha scelto di pubblicare il libro allo stato attuale, e per di più con questo risalto mediatico...

7
pubblicato il 14.07.2008 alle 14:54 da saryo

Ciao Claudio!
Non ho letto il libro in questione, nè lo farò grazie a internet e alle numerose recensioni che vengono scritte sul tema. Già il fatto che la Einaudi abbia impacchettato il libro con del cellofan, cosa che non avevo mai visto fare tranne che per prodotti con cd/dvd all'interno, non mi ha convinto molto.
Si parlava di editor...
Ci sono queste figure, eccome, ma credo dovrebbero essere abbinate ai generi.
Mi spiego: sono persone con una certa cultura, specializzate, ma hanno gusti personali (essendo dei mortali come noi), magari vengono impiegati in modo errato. Potrebbe anche essere che il genere, in questo caso la Fantasy, non sia di suo gradimento. Ogni casa editrice ne dovrebbe avere almeno uno che prediliga un genere, tanto per essere un pochino più competenti in ciò che si va a "migliorare".
Complimenti per il blog e per la recensione!

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pubblicato il 15.07.2008 alle 10:04 da Claudio Tassitano

Saryo: benvenuto anche a te! Ti ringrazio innanzitutto per avermi aggiunto al tuo blogroll :)
Sì, naturalmente gli editor esistono e spesso fanno anche un ottimo lavoro; il caso di questo romanzo, però, è stato così eclatante da spingermi a dubitare della professionalità dell'intera categoria... certo, è probabile che la editor degli Eroi del Crepuscolo avesse poca (se non proprio nessuna) esperienza in campo fantasy, altrimenti non vedo proprio come avrebbe potuto promuovere un testo con difetti macroscopici da ogni punto di vista.
Sono poi d'accordo con te sul fatto che ogni casa editrice dovrebbe avere al suo interno figure con formazione diversa per coprire i vari generi, anche se una soluzione meno onerosa al problema potrebbe essere quella di creare ad hoc un comitato di lettura di esperti quando ci siano manoscritti di generi "inconsueti" da valutare e/o sistemare.
Non posso fare a meno di immaginarmi, nell'ottica di un tale comitato, le reazioni di un lettore della Nord di fronte al romanzo della Strazzulla...

9
pubblicato il 15.07.2008 alle 11:16 da saryo

Ho letto, inoltre, che a settembre uscirà il tuo primo romanzo: complimenti al quadrato, allora!

Anche io ho una certa esperienza riguardo gli editor, queste figure che sono spesso all'ombra delle case editrici, ma svolgono un ruolo determinante sul libro che uscirà nelle librerie. Credo che gli editori prendano la cosa un po' sottogamba (alcuni editori), riguardo il genere Fantasy e fantastico in generale, anche se è un genere che sta prendendo piede. Ultimamente sto girando per la rete incuriosito dai blog che trattano di letture fantastiche, recensioni e vari dibattiti. Ne sono attratto.
Ho scoperto da poco questa figura professionale, che è sempre vincolata da gusti ed esperienze oggettive. Spesso si trovano a confrontarsi con generi a loro non congeniali, rischiando di fare un lavoro approssimativo e superficiale. Dipende anche da loro se un manoscritto possa essere scelto, o meno, per una futura pubblicazione.
In bocca al lupo per la pubblicazione!

10
pubblicato il 17.07.2008 alle 15:51 da dhs

L' assetto letterario di cotesto periodo ora sottoposto alla nostra attenzione prefigura il riorientamento delle linee di tendenza in atto con criteri ovviamente non dirigistici, al di sopra di interessi e pressioni di parte recuperando, ovvero rivalutando in un' ottica preventiva e non piu' curativa l'appianamento di discrepanze e sincrasie esistenti precedentemente. L' utenza potenziale si caratterizza per il ribaltamento della logica scolasticheggiante preesistente, secondo un modulo di interdipendenza orizzontale con le dovute ed imprescindibili sottolineature (semprecche' non difetti l'ottica programmatoria) l'adozione di una metodologia differenziata con notevoli nervature al livello produttivo letterario. Cosi' il nuovo soggetto sociale persegue la verifica critica degli obiettivi letterari e la individuazione di fini qualificanti in una visione finalmente organica e ricondotta ad unita' fattualizzando e concretizzando, nel contesto di un sistema integrato, un a congrua flessibilita' delle strutture linguistiche. Effettivamente, dal punto di vista sociale, il nuovo metodo partecipativo con cui sono stati premiati gli anni di paziente costanza delle classi sociali medio-borghesi auspica ora un corretto rapporto fra struttura letteraria portante e sovrastrutture di diverso genere, senza pero' precostituzione delle risposte, attivando e nel contempo implementando a monte ed a valle della situazione contingente la demedicalizzazione del linguaggio poetico-narrativo. Il quadro narrativo riconduce a sintesi la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse seguendo il classico vettore di radicalizzazione trasversale che aveva caratterizzato il metodo didascalico-scolastico (ed una parte di quello piu' schiettamente teoretico-tomistico) sostanziando e vitalizzando in tempi brevi, anzi brevissimi l'annullamento di ogni ghettizzazione ed ogni presa di posizione precostituita. Dal momento che cotesto saggio non si propone di trattare argomenti non strettamente letterari trascureremo forse la congrua capitalizzazione delle idiosincrasie sociali e la non sanitarizzazione delle imposte e dei balzelli che nel periodo della nostra trattazione venivano gia' pleonasticamente presentate a scrittori e poeti dissuadendoli cosi' dall'arte dello scrivere e del poetare. E' necessario pero' sottolineare e rimarcare come il modello di sviluppo portasse avanti la riconversione ed articolazione periferica dei servizi seguendo un ordine non strettamente verticistico e non assumendo mai come implicito, nel rispetto delle norme letterarie ufficiose preesistenti, il coinvolgimento attivo e necessariamente produttivo di operatori ed utenti. L'analisi di cotesti grandi quadri della letteratura deve, puo' ed e'necessariamente anticrociana, dal momento che il dommatico e borioso filosofo ci ha disprezzato ed ha fatto lo stesso della nostra opera (cosi'come noi abbiamo giustamente contraccambiato) e percio' noi ci riteniamo in dovere di riportare un passo del sopracitato "studioso" per lucidamente criticarlo oltreche' confutarlo:" I giudizi veri e propri, categoriali, non ammettono il pressappoco ed il piu' e meno, e si pronunziano netti: un'espressione e' poesia o non e' poesia, un atto e' morale o non e' morale". Che le nostre tesi, almeno, restino immuni da tanta sicumera.

11
pubblicato il 17.07.2008 alle 21:10 da saryo

@Dhs:
Scusa, ma non ti sembra di esserti espresso in maniera un pò troppo "ampollosa"? Forse hai sbagliato a mettere il tuo commento in questo post! Succede, alle volte!

12
pubblicato il 17.07.2008 alle 22:57 da Claudio Tassitano

Saryo: DHS è un mio amico di vecchia data, credo che abbia ritrovato un mio vecchio scritto di critica letteraria fasulla, modellato sullo stile di quello che c'era DAVVERO sui libri di italiano quando studiavo alle superiori, e lo abbia postato per scherzo subito dopo una critica seria :)
Carlo: ma questo pezzo era mio o che? Mi sembra di ricordare perfettamente alcuni passaggi...

13
pubblicato il 18.07.2008 alle 10:39 da dhs

Era la dotta introduzione a "Le avventure di Garet Jax nella 3a Dimensione", scritto da quel mammasantissima di sakurambo :)

14
pubblicato il 18.07.2008 alle 10:41 da dhs

Tra parentesi, sarebbe il caso di recuperare le avventure del nostro medico del delfinato e di pubblicarle sul blog, no? ahahahah

powero Alphonse!

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pubblicato il 18.07.2008 alle 10:49 da Claudio Tassitano

DHS: se proprio desideri il crollo della mia carriera di scrittore ancora prima che sia cominciata, pubblicare qui le tragicomiche avventure di Alphonse Donathien (da me scritte durante un'afosa e noiosissima estate all'agenzia di assicurazioni dove lavoravo, ricalcando l'amato stile del Marquis De Sade e portandolo a livelli farseschi difficilmente superabili) è senz'altro la strada più veloce...
E poi davvero non saprei dove recuperarle, anche se mi farebbe piacere rileggerle :)

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pubblicato il 19.07.2008 alle 09:47 da Fabrizio Valenza

Mhm... vedo che si aprono interessanti orizzonti di scrittura pre-scrittoriale... :-) Tutto da indagare, dunque!
Ok, scherzo!
Eh sì, Elisabetta e io abbiamo aperto quel BIBLog, un sito di recensioni letterarie in ottica cristiana, che ci sta dando qualche soddisfazione.
Riguardo al cellophane sul libro della Strazzulla, vorrei spezzare una lancia, tuttavia né pro né contro: molto spesso ho visto in libreria i testi dell'Einaudi incellophanati. Non credo sia un'operazione ad hoc per la Strazzulla. Poveraccia!
Ed è vero che gli editor sono ancora poco preparati a proposito del fantasy. Si stanno facendo le ossa.
Fabrizio

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pubblicato il 22.03.2009 alle 10:16 da Elisa erre

Beh, sulla qualità di questo libro non posso fare altro che credervi sulla parola, visto che io non l'ho finito e non sarebbe corretto esprimere un giudizio. Posso dire solo che mi dispiace molto per chiara strazzulla, perchè dev'essere terribile, dopo aver speso mesi su un libro, credendoci, sudando, sperando, vedere che il risultato della propria fatica è così disprezzato... tu, Claudio, dovresti capire bene ciò che intendo: il tuo lavoro è molto apprezzato dalla gente, ma come ti sentiresti se fosse continuamente diffamato? non bene, suppongo. Comunque penso che io non riuscirei a reggere una situazione del genere dignitosamente, quindi la Strazzulla si sta dimostrando piuttosto coraggiosa in questo senso... ma potrei benissimo sbagliarmi, dopotutto sono piuttosto giovane e ho tanto da imparare, soprattutto sulle persone e sui criteri in base ai quali le stesse vanno giudicate >.

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pubblicato il 12.07.2009 alle 22:25 da Ante

Ciao,
io ho letto il libro, e non mi è sembrato così male... (forse a causa della mia tenera età: 12 anni). Ma avevo in mente di provarci anche io, a scrivere qualcosa e beh... siccome il tuo libro mi è piaciuto e siccome ti reputo un bravo autore, mi ha socraggiata il fatto di cadare in uno degli errori da te elencati...
Forse proverò comunque... Forse no... Ma se ci proverò, gradirei una tua critica. ciao.

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