Jonathan Franzen - Le CorrezioniPubblicato da Claudio, Domenica 04 maggio 2008 ![]() Le Correzioni è il frutto di una sensibilità assolutamente contemporanea, un romanzo che abbandona i canoni classici e tenta di illuminare la realtà della psicologia umana del tempo presente scavando nel profondo di personaggi assolutamente non straordinari. Ognuno di noi probabilmente ritroverà un po' di sé in uno dei membri della famiglia Lambert: Chip, incapace di trovare il suo posto nel mondo e di “”sistemarsi” come sognato dai suoi genitori, Gary, in apparenza quello che ha trovato la sua dimensione in una compagnia d'affari e la posizione sociale, ma in realtà in balia di una moglie infantile e più simile al padre di quanto lui stesso voglia ammettere, Denise, chef di successo ma dalla tormentatissima vita affettiva; e poi Alfred, il padre ormai preda della malattia che lo consuma e lo costringe a mettere in piazza le sue debolezze, nella vita sempre nascoste in nome di un esemplare rigore educativo e morale sconfinante nell'ascetismo, e ancora Enid, la madre che vive proiettata nell'aspettativa di quello che verrà, sempre impegnata ad analizzare le vite dei figli per operare le sue “correzioni”, ma che alla fine accetterà la realtà e deciderà di concentrarsi sulla sua vita. Ho letto questo romanzo lentamente, con pause di ore tra una sessione e l'altra, e mi scoprivo spesso a pensare ai personaggi del libro nei momenti più impensati, a come Franzen sia riuscito a tratteggiarli con un'efficacia più che realistica, che non può lasciare indifferenti. A volte con soddisfazione, altre con angoscia, ho dovuto mettere da parte i miei giudizi e pregiudizi nei confronti dei comportamenti dei protagonisti, e mi sono reso conto che giudicare le vite e le decisioni degli altri è sempre un atto (indebito) di volontà. E, più mi rendevo conto che il romanzo non sarebbe "andato a parare" da nessuna parte (nel senso dello scioglimento di un nodo, della catarsi finale che abbiamo imparato ad aspettarci dalla narrativa classica quando tanti fili si annodano), tanto più ne ammiravo il realismo: e quando, nella vita vera, c'è una morale? Quando le cose sono semplici, e gli insegnamenti chiari, come nei romanzi? Ogni tentativo di spiegare l'essenza dell'uomo, di ricondurla a topoi mappati e conosciuti in un tempo pressoché inconoscibile come il nostro, è solo una volenterosa (o pretenziosa) semplificazione, e Franzen fa la scelta giusta di non cercare di trovare nel finale un senso illuminante alle vite dei Lambert; eppure scioglie dei nodi, e quell'Ultimo Natale Insieme tanto vagheggiato da Enid sarà ugualmente foriero di mutazioni (forse in meglio, chissà?) nell'equilibrio delle vite dei protagonisti. La scrittura di Franzen è eccellente, sempre scorrevole, con punte di lirismo di gusto post-moderno, in cui termini come “entropia” o “arco voltaico” prendono il posto del solito lessico alto dei poeti; si ride spesso, ma a volte lo scavo introspettivo mette a nudo in modo così inevitabile (e familiare) le debolezze e il non-senso di certi momenti della vita che è quasi doloroso continuare a leggere: lo scacco di Gary ad opera di Caroline, la crociera di Alfred e Enid, la cena “vendicativa” di Enid di cui farà le spese Chip bambino. Encomiabile, poi, la qualità della documentazione dell'autore, sempre a suo agio e abilissimo a gigioneggiare con i gerghi tecnici che la storia di volta in volta richiede (la cucina di Denise, le biotecnologie della Axon Corporation, la geopolitica della Lituania, la ferrovia di Alfred, le droghe da discoteca di Enid). Un libro interessantissimo e innovativo, la cui lettura consiglio a tutti quelli che non si fanno spaventare dalla mole (quasi 600 pagine) e che vogliono conoscere dei personaggi normalissimi, e straordinari. Catalogato in: Recensioni Non ci sono ancora commenti su questo post.
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